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ambulanza


Chiamate di soccorso

Emergenza sanitaria

Componi da un qualunque telefono il numero di emergenza  (la chiamata è gratuita).
Risponderanno Operatori Telefonici dell'Emergenza che ti forniranno le prime indicazioni utili per assistere l'infortunato.

Resta calmo, rispondi a tutte le domande che gli operatori del 118 ti fanno telefonicamente e attieniti alle istruzioni ricevute. Anche se a volte possono sembrare domande inutili, sono in realtà frutto di esperienze e studi approfonditi e servono ad aiutare la vittima e ad inquadrare correttamente la situazione per portare a buon fine l'emergenza in atto.

Specialmente se ti trovi in case isolate, frazioni o strade secondarie, manda qualcuno incontro ai soccorritori, per segnalare correttamente il luogo dove necessita il soccorso.

Fidati e lasciar lavorare serenamente il personale che interviene sul posto: operano nell'interesse del paziente e secondo schemi accettati e condivisi internazionalmente.

Non riagganciate il telefono fino a quando non sarà l'Operatore a dirtelo.


Vigili del fuoco

Componi da qualunque telefono il numero di soccorso  (la chiamata è gratuita)

Preparati a fornire:

  • nome, cognome e numero di telefono dal quale stai chiamando
  • Comune e l'indirizzo preciso di dove necessita l'intervento
  • che cosa è successo (incendio, incidente, allagamento, ecc.)
  • il numero di persone coinvolte
  • la via più breve per raggiungere il luogo dell'evento ed eventuali ostacoli alla percorrenza (vie strette, accesso unicamente pedonale, ecc.)
Specialmente se ti trovi in case isolate, frazioni o strade secondarie, manda qualcuno incontro ai Vigili del fuoco, per segnalare correttamente il luogo dove necessita il soccorso.

Non riagganciate il telefono fino a quando non sarà l'Operatore a dirtelo.


Valutazione dello stato di coscienza

Per valutar velocemente lo stato di coscienza di un soggetto apparentemente inanimato:

  • chiamare il soggetto ad alta voce
  • scuotere il soggetto delicatamente afferrandolo da una spalla

Se il soggetto risponde alla stimolazione:
  • lasciarlo nella posizione in cui si trova
  • cercare eventuali segni o sintomi di trauma
  • continuare a valutare periodicamente lo stato di coscienza
  • mobilizzare il soggetto nel modo più opportuno
  • chiedere soccorso qualificato, chiamare il 

Se invece il soggetto NON risponde alla stimolazione:
  • chiamare immediatamente soccorso qualificato 
  • posizionare il soggetto su un piano rigido, mantenendo in asse il capo, il tronco e allineando gli arti
    • aprire le vie aeree:
    • sollevare il mento con due dita di una mano
    • spingere la testa all'indietro appoggiando l'altra mano sulla fronte
In questo modo si impedisce la caduta all'indietro della base della lingua, permettendo così il passaggio dell'aria.
Controllare inoltre la presenza di corpi estranei o di residui alimentari nella bocca ed eventualmente rimuoverli.
apertura vie aeree
    • valutare la funzione respiratoria, sempre mantenendo capo esteso e mento sollevato:
    • Guardare con gli occhi se il torace del soggetto si muove
    • Ascoltare con le orecchie se il soggetto emette rumori respiratori
    • Sentire con la guancia se è presente il flusso respiratorio dell'aria

Se il soggetto respira:

  • allentare gli indumenti costrittivi (camice, cinture...)
  • controllare periodicamente e favorire la funzione respiratoria
  • posizionare il soggetto in Posizione Laterale di Sicurezza
IN NESSUN CASO BISOGNA
        • somministrare bevande, soprattutto alcooliche
        • spruzzare acqua sul viso o far annusare aceto o altre sostanze
        • schiaffeggiare o scuotere il soggetto
        • cercare di far alzare il soggetto

Se il soggetto NON respira iniziare la respirazione bocca a bocca (sequenza da ripetere 2 volte)

  • assicurarsi che le vie aeree non siano ostruite
  • mantenere esteso il capo del soggetto, con una mano sulla fronte e l'altra a sollevare il mento
  • con il pollice e l'indice della mano sulla fronte, stringere il naso del soggetto
  • inspirare profondamente e posizionare la bocca bene aperta sulla bocca del soggetto
  • soffiare lentamente nelle vie aeree del soggetto in modo da gonfiare i suoi polmoni (osservare il sollevamento del torace)
  • allontanarsi dal soggetto per consentirgli di espirare e valutare il torace che si sgonfia
respirazione bocca a bocca
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Ostruzione delle vie aeree da corpo estraneo

Un corpo estraneo può provocare una ostruzione parziale o totale delle vie aeree. Se il soggetto manifesta improvvisa difficoltà respiratoria bisogna sospettare l'ostruzione da un corpo estraneo.

Se l'ostruzione è parziale, il soggetto respira ma faticosamente:

  • bisogna incoraggialo a tossire
  • non interferire nei suoi tentativi spontanei di espulsione del corpo estraneo
Se l'ostruzione è totale, il soggetto non parla, né tossisce o respira, si porta le mani alla gola e si agita. In questi casi, se il soggetto è cosciente, bisogna
  • tentare innanzitutto con 5 colpi a mano piatta fra le scapole
  • se non si ottengono risultati chiamare soccorso qualificato  ed eseguire la manovra di Heimlich:
  • posizionarsi alle spalle del soggetto e circondarlo con le braccia
  • stringere una mano a pugno con il pollice all'interno posizionandola sulla bocca dello stomaco
  • afferrarsi il pugno con l'altra mano ed esercitare una compressione verso l'interno, dal basso verso l'altro
  • proseguire con compressioni successive, ognuna separata dall'altra, fino all'espulsione del corpo estraneo
  • NON USARE LA MANOVRA DI HEIMLICH su soggetti con convulsioni
manovra di Heimlich
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Posizione Laterale di Sicurezza

  • Slacciare cintura, camice ecc.. del soggetto. Togliere eventuali occhiali.
  • Inginocchiarsi a fianco del soggetto. Allungare il braccio dell'infortunato che sta dalla parte del soccorritore ad angolo retto rispetto al corpo e col palmo della mano verso l'alto. L'altro braccio va ripiegato sul torace portandone la mano sulla spalla opposta, palmo verso il basso.
Posizione laterale di sicurezza
posizione laterale di sicurezza
  • Piegare, palma del piede a terra, il ginocchio dalla parte del braccio ripiegato. Posizionare una mano sulla spalla e l'altra sul bacino del soggetto, quindi ruotarlo su un fianco verso il soccorritore. Nella manovra, la testa sarà andata ad appoggiarsi sul dorso della mano che era sulla spalla, e il ginocchio flesso toccherà il suolo.
  • Aprire le vie aeree del soggetto spingendo in alto il mento con due dita
  • Controllare la stabilità del soggetto (ginocchio a terra, braccia distese, testa sul dorso della mano)
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Emorragie

Per emorragia si intende la fuoriuscita, provocata da traumi, di sangue da un vaso.

Emorragia esterna

Esistono 3 metodiche differenti per fermare un'emorragia esterna, che devono essere eseguite nell'ordine. 

I punti 1 e 2 NON DEVONO essere eseguiti in caso di fratture, lussazioni o presenza di corpi estranei.

    1. Compressione diretta
        • scoprire la lesione rimuovendo gli indumenti
        • posizionare sulla lesione una o più compresse di garza sterile. Non usare cotone.
        • applicare sopra le garze un tampone, costituito da più strati di garze
        • applicare una fasciatura compressiva
compressione diretta
    1. Sollevamento dell'arto
      Se la compressione diretta non è stata sufficiente bisogna sollevare l'arto al di sopra del resto del corpo
    1. Azione sui punti di compressione a distanza
Ferite al braccio
Posizionarsi dietro la schiena del soggetto
Intrrodurre le dita nella cavità presente dietro la clavicola
Comprimere con forza verso il basso
Ferite all'avambraccio Posizionare tre dita in corrispondenza della parte interna del braccio, sotto il bicipite
Comprimere decisamente l'arteria sull'osso sottostante
compressione indiretta
Ferite agli arti inferiori Posizionare il soggetto disteso
Posizionare il pugno in corrispondenza dell'inguine nella faccia interna della coscia
Comprimere decisamente aiutandosi con il peso del proprio corpo

Emorragia interna


Non è direttamente visibile, ma presenta dei segni caratteristici tipici dello stato di shock
  • polso piccolo e frequente
  • sudorazione abbondante
  • nausea e vertigini
  • senso di debolezza e sete intensa
  • echimosi
  • tumefazioni del torace o dell'addome
Non potendo fermare l'emorragia interna, il soccorritore può comunque
  • effettuare la valutazione dei segni vitali
  • impedire che lo stato di shock si aggravi posizionando il soggetto disteso enza cuscino o altro sotto il capo e con le gambe sollevate di 30° (posizione antishock)
  • sostenere psicologicamente il soggetto
  • mantenerne la temperatura corporea
posizione antishock
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Ferite

Le ferite sono classificate in:
Escoriazioni e abrasioni
Sono spesso il risultato di uno scivolone. Si infettano facilmente in quanto inquinate da polvere e sabbia.
Ferite da punta
Provocate da chiodi, forbici, ferri da calza ecc. possono provocare anche gravi lesioni interne. Se la ferita è profonda il rischio di infezione è alto.
Ferite da punta trapassante
Provocate da oggetti appuntiti scagliati con violenza o su cui il soggetto cade. Riporano gravi lesioni interne, spesso con l'oggetto che rimane conficcato nel corpo.
Ferite da taglio
Provocate da coltelli, rasoi ecc. possono sangiunare molto.
Ferite lacere
Provocate da filo di ferro spinato, artigli di animali, indranaggi ecc. tendono a sanguinare meno ma si infettano più facilmente.
Ferite lacero-contuse
Provocate da cadute o da un colpo dato con un corpo contundente che provoca ferite ed echimosi. E' possibile la presenza di fratture.
Ferite da arma da fuoco
Possono provocare gravi lesioni interne. Un'emorragia interna può associarsi a quella esterna.
Avulsione
Ovvero l'asportazione di parti di pelle e tessuti sottostanti.
La gravità di una ferita è data dalla profondità, dall'estesione, dalla prsenza di corpi estranei, dall'essere il prossimità di orifizi naturali, dall'età dell'infortunato.

Trattamento delle piccole ferite


In ferite di poco conto il sangue può cessare spontaneamente di fuoriuscire. Occorre quindi pulire la ferita e coprirla con un cerotto adesivo.
  • Lavare delicamamente con acqua ossigenata la ferita ela pelle circostante
  • NON toccare con le mani la ferita o la parte di medicazione che ne verrà a contatto; NON tossire o parlare in prossimità della ferita; NON utilizzare il cotone per pulire o coprire la ferita
  • Asciugare la pelle dal centro verso l'esterno della ferita usando una garza sterile. Tamponare dolcemente per non eliminare il coagulo che si sta formando
  • Se non smette di sanguinare effettuare una compressione locale
  • Ricoprire con un cerotto se la ferita è piccola o con un tampone pulito da fermare con un bendaggio
  • Tenere sollevata la parte lesa
Fasciatura

Il metodo più comune consiste nel fare semplici giri a spirale partendo dall'estremità dell'arto e procedendo verso la radice. Ogni giro devo coprire i 2/3 del precedente e i bordi devono essere paralleli. Terminare con due giri orizzontali e fissare l'estremità con un cerotto o con un nodo semplice.
Controllare, per 10 minuti circa, che il sangue circoli prendendo il polso a valle della fasciatura e controllando il colore delle unghie: comprimere l'unghia fin quando diventa pallida, quando si rilascia devo tornare subito al colore rosa naturale.

                     
La fasciatura è troppo stretta se:
  • l'infortunato sente formicolii o perde sensibilità alle dita dell'arto fasciato
  • è incapace di muovere le dita
  • la lunula delle unghie è stranamente pallida o bluastra
  • il polso è assente o debole nell'arto fasciato rispetto l'altro arto
  • le dita dell'infortunato sono fredde
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Fratture

E' una delle 3 possibili lesioni degli arti, consiste nella rottura di un osso.
Fratture chiuse
I monconi ossei non sono a diretto contatto con l'ambiente esterno.
Fratture esposte
I monconi ossei sono a contatto con l'ambiente. Si può presentare in 2 forme:
    • i monconi ossei possono provocare la lacerazione dei tessuti molli sovrastanti
    • oppure una ferita penetrante provoca la lesione dei tessuti molli e la frattura.
Principali segni e sintomi
  • dolore
  • sensazione di cedimento o di crack, scroscio o crepitio osseo
  • perdita del normale profilo anatomico
  • impotenza funzionale
  • mobilità diversa dal normale
  • tumefazione ed alterazione del colorito della cute
  • alterazione della sensibilità, formicolio e intorpidimento
Per attenuare il dolore, prevenire ulteriori danni ai tessuti e salvaguardare la circolazione sanguigna la frattura deve essere immobilizzata.
Se NON è coinvolta un'articolazione e NON si è in presenza di una frattura esposta, è possibile allineare l'arto fino a che non si avverte un certo grado di resistenza. Quindi di immobilizza l'arto ricorrendo a delle stecche.
frattura immobilizzata
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Distorsioni e lussazioni

distorsione
Si ha una distorsione quando il capo articolare esce e rientra spontaneamente nella propria sede naturale.
I sintomi classici di una distorsione sono pallore, gonfiore e dolore al movimento.
Si ha una lussazione quando il capo articolare non rientra nella propria sede naturale.
I sintomi classici sono gonfiore in corrispondenza dell'articolazione, palese deformità della stessa e dolore che impedisce il movimento.
lussazione

In caso di lussazione o distorsione rimuovere gli indumenti sovrastanti la lesione e immobilizzare l'arto senza tentare di far rientrare il capo articolare nella sede.
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Ustioni

Le ustioni sono prodotte da agenti sia fisici che chimici. Ne esistono diversi tipi:
Termico
Ustioni secche o bruciature provocate da fiamme, sigarette accese o apparecchi elettrici.
Sfregamento, provocate da un oggetto in rapido spostamento contro la pelle, ad esempio la discesa troppo rapida lungo una corda.
Scottature, provocate da vapore, acqua o olio bollente.
Ustioni da freddo
Provocate dal contatto con sostanze come ossigeno liquido e idrogeno liquido.
Ustioni da prodotti chimici
Provocate dal contatto con sostanze caustiche. L'agente può rimanere sulla pelle e continuare la devastazione per ore
Ustioni elettriche
Provocate dalla corrente elettrica o dai fulmini.
Luminoso
Interessa gli occhi, e sono provocate da fonti di luce intensa, luce ultravioletta ma anche da luce riflessa come quella della neve.
Radioattivo
Deriva da fonti nucleari.

Le ustioni possono essere di tre gradi, secondo la loro profondità
  • 1° grado: ustione superficiale che interessa solo l'epidermide. Si manifestano con eritemi o arrossamenti e talvolte leggero gonfiore. Il paziente lamenta dolore localizzato e estrema sensibilità al tatto. Guariscono da sole e non producono cicatrici.
  • 2° grado: intermedia. E' danneggiato anche il secondo strato della pelle, ma non i tessuti sottostani. Il paziente presenta vescicole o bolle e accusa dolore intenso. MAI bucare le vesciche in quanto c'è rischio di infezione, limitarsi ad applicare una medicazione abbastanza grande da coprire la pelle oltre il limite della zona bruciata.
  • 3° grado: profonde. Tutti gli strati della pelle sono danneggiati. Si presenta con necrosi o carbonizzazione. Se il danno si estende ai nervi è possibile che il paziente non accusi dolore, ad eccezione della zona periferica dell'ustione.
Primo soccorso per piccole ustioni
  • Rassicurare l'infortunato
  • Mettere la parte ustionata sotto l'acqua fredda corrente a getto moderato o immergerla nell'acqua fredda per 10 minuti. Togliere delicatamente anelli, braccialetti, orologi, cinture, scarpe o abiti attorno alla parte ustionata prima che cominci a gonfiare
  • Ricoprire la zona con tessuto pulito e che non perda peli
  • NON usare cerotti, NON applicare alcool, pomate, oli o grassi, NON asportare lembi di pelle
Se gli abiti prendono fuoco bisogna stendere l'infortunato per terra e soffocare il fuoco
  • avvolgere l'infortunato in una coperta. NON usare mai tessuti sintetici perchè sono altamente infiammabili.
  • oppure usare acqua o altro liquido non infiammabile
  • NON tentare di togliere i vestiti bruciati perchè possono essere attaccati alla pelle dell'infortunato.
Primo soccorso per gravi ustioni
  • Allontanare la fonte dell'ustione
    • Fuoco: soffocare le fiamme, bagnare e allonranare gli abiti bruciati che non aderiscono alla pelle
    • Catrame, cera e simili: raffreddare la zona fino al termine dell'azione ustionante. NON  togliere la sostanza
    • Elettricità: eliminare la fonte di elettricità usando materiale non conduttivo
    • Sostanze chimiche: lavare la zona con abbondante acqua per 10-20 minuti
  • Bagnare la parte ustionata e far stendere l'infortunato evitando il contatto della lesione con il suolo
  • Togliere delicatamente anelli, braccialetti, orologi, cinture, scarpe o abiti attorno alla parte ustionata prima che cominci a gonfiare
  • Ricoprire la zona con tessuto pulito e che non perda peli
  • NON usare cerotti, NON applicare alcool, pomate, oli o grassi, NON asportare lembi di pelle
  • chiamare immediatamente soccorso qualificato 
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Prevenzione degli incendi

In base al tipo si combustibile sono state definite 5 classi di fuoco:
  • A - Materie solide di natura organica tipo legno, carbone, carta, tessuto, gomma...
  • B - Liquidi o solidi che si possono liquefare (petrolio, olio combustibile, benzina, alcool...)
  • C - Gas come metano, propano, gpl, acetilene, idrogeno...
  • D - Metalli come alluminio, magnesio, sodio, potassio, calcio...
  • E - Materiale elettrico
Per spegnere un fuoco bisogna eliminare almeno una dei suoi 3 fattori indispensabili alla sua esistenza (le tre C), combustibile, comburente e il calore. Per fare ciò si può compiere una delle seguenti azioni:
  • Separazione: allontanamento del combustibile non ancora interessato dalla combusione
  • Soffocamento: eliminazione del contatto fra combustibile e comburente
  • Raffreddamento: riduzione della temperatura del combustibile al di sotto del valore di accensione.

Estintori

Sono mezzi di pronto intervento usati per la tempestiva estinzione di principi di incendio.

Sull'etichetta dell'estintore è indiacata la classe di incendio e la quantità di materiale infiammabile che è in grado di spegnere.
  1. l'estintore può spegnere 13 traversine di legno standard o 88 litri di liquido infiammabile o gas.
  2. istruzioni per l'uso dell'estintore
  3. classi di incendio
Una volta individuato l'estintore più idoneo da usare occorre
  • agire con progressione iniziando lo spegminento dal focolaio più vicino sino a raggiungere il principale
  • dirigere il getto alla base delle fiamme, tranne nel caso di liquidi infiammati per cui bisogna evitare spandimenti del liquido stesso
  • erogare con precisione evitando gli sprechi
  • non erogare controvento, nè contro le persone
etichetta estintore
Tipi di estintori

Schiuma chimica Ormai poco utilizzati, sono utili solo su incendi di classe B. Non usare su parti elettriche int ensione, o a temperature inferiori a 0° C. Danneggiano i materiali che temono l'umidità.
Anidride carbonica Composti da gas compresso e liquefatto che esce dall'estintore a bassissima temperatura, -78° C. Può quindi provocare ustioni da freddo per contatto durante l'erogazione, prsenta pericolo di asfissia se usato in locali chiusi e danneggia materiali che non sopportano gli sbalzi di temperatura.
Polvere Ritenuti i migliori, possono essere impiegati anche su apparecchi elettrici.  Possono provocare irritazione alle viee respiratorie.
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