vai alla Home Page
vai alla Home Page

TOSCOLANO MADERNO – Era una mattina d’estate come tante altre, ma non per tutti, infatti alcuni ragazzi in uniforme con un fazzolettone al collo e tanta curiosità sono ad aspettare trepidanti il pullman che li avrebbe portati in provincia di Brescia per una fantastica avventura. Come recitano i versi della canzone che ha fatto da colonna sonora alla otto giorni di campo, “d’improvviso un tornado ecco ci porta via”, già perché ad Aosta un tornado è inusuale, ma nel mondo di Oz tutto è possibile, infatti sul nostro pullman compare anche Dorothy che ci accompagna fino a Toscolano Maderno sul lago di Garda.
Era il 1946, quando un gruppo di ragazzi di Aosta dava vita a quello che poi sarebbe diventato lo scoutismo valdostano. Questo che si sta concludendo è un anno quindi importante per lo scoutismo valdostano ma in particolare per il gruppo Aosta 1, per questo lupetti e lupette (bambini dagli 8 ai 12 anni) del branco Waingunga, esploratori e guide (ragazzi e ragazze dai 12 ai 16 anni) del reparto Edelweiss, e rover (ragazzi dai 16 ai 21 anni) del clan Cervino, accompagnati dai loro capi educatori hanno deciso di vivere l’esperienza del campo di gruppo, una settimana inconsueta perché vissuta tutti insieme. L’estate offre l’occasione agli scout di vivere un’esperienza forte di vita comunitaria a stretto contatto con la natura, ma normalmente questi momenti vengono vissuti divisi, per i non addetti ai lavori, per fasce di età, e quindi i lupetti vivono insieme le vacanze di branco in una casa, gli esploratori e le guide il campo estivo in tenda cucinando sul fuoco autonomamente e i rover normalmente una route, nel campo di gruppo però occorre conciliare questi aspetti venendosi un po’ tutti incontro per cercare davvero di conoscersi meglio non a scapito però delle peculiarità dei ogni unità, branco, reparto o clan.
Il campo è stata anche l’occasione per conoscere i sessant’anni di storia dello scoutismo valdostano.
Il branco all’arrivo nel mondo di Oz alias Toscolano Maderno si è sistemato nella casa di Luseti, una vecchia cartiera che accoglie ogni anno molti gruppi scout, ma la curiosità era tanta e subito l’attenzione si è concentrata sulla natura che ci circondava, un bosco, ma soprattutto un torrente sarebbero stati il panorama di tanti giochi. Il reparto e il clan hanno invece montato le tende che per una settimana sarebbero state la loro casa proprio vicino alla base scout dove erano ospitati i lupetti, e poi tutti al primo fuoco di bivacco tra danze, giochi e alcuni strani personaggi abitanti del luogo: i Succhialimoni.
Lupetti, esploratori e rover nei giorni seguenti hanno poi fatto la conoscenza dello Spaventapasseri in cerca del cervello, dell’Uomo di latta che dopo l’incontro con Dorothy aveva deciso di unirsi all’allegra compagnia per chiedere al grande Mago di Oz un cuore e il Leone in cerca del coraggio. Il mago di OZ, fa poi sapere ai lupetti una scorciatoia per arrivare alla Città degli smeraldi, quindi si parte subito in caccia verso Gaino, è l’occasione per conoscere meglio il territorio che ci ospita. Lo stesso giorno i ragazzi e le ragazze del reparto Edelweiss, rispettivamente la Squadriglia Aquile e la Squadriglia Puma sono partiti in missione, un’ uscita si squadriglia un po’ particolare i cui obiettivi e le mete sono proposte dai capi reparto. I ragazzi del clan Cervino, invece, di buon mattino si sono incamminati lungo la strada.
Per Giulio, Marco e Lorenzo (i ragazzi del Clan Cervino) il Campo di Gruppo è stata l’occasione per sperimentare la Strada, sia in senso fisico che spirituale. In compagnia dei loro Capi, i rover hanno seguito un itinerario agro-turistico che risaliva la Valvestino.
Ciascuno, immerso nella natura incontaminata e accompagnato soltanto dal rumore dei propri passi, ha avuto la possibilità di riflettere sulla propria persona: chi sono, cosa sto facendo della mia vita, quali sono le scelte che ho compiuto, quali quelle che penso di compiere.
La Strada percorsa poi assieme ha permesso di conoscere qualcosa in più sui compagni di viaggio. Le note della chitarra, i pasti condivisi e la Parola di Dio hanno dato sapore a quest’esperienza. Rinvigoriti, ritornano a casa, “pronti a servire” come recita una delle canzoni che amano di più.
L’attività più significativa per i lupetti è stata una grande fiera dove tutti gli abitanti del mondo di Oz mostravano agli altri le loro abilità, le loro opere d’arte, i loro talenti; anche i lupetti si sono armati chi di cordino, chi di legnetti, chi di cartine, chi di foglie ma soprattutto di tanta fantasia e voglia di fare hanno costruito, inventato, mostrato i loro talenti, meritandosi anche le specialità, ovvero degli strumenti che fanno in modo che bambini e bambine sviluppino le loro capacità individuali sia evidenti che nascoste: Alessandra R. e Cristina la specialità di infermiere, Luca, Riccardo, Alex e Greta la specialità di artigiano, Federica e Alessandra G. la specialità di mani abili, Ilaria la specialità di giocatore di squadra, Myriam la specialità di attore, Thomas la specialità di maestro del bosco, Giada la specialità di giornalista, Pietro la specialità di montanaro e Lorenzo la specialità di atleta.
Dorothy, lo Spaventapasseri, l’Uomo di Latta, il Leone, ma anche lo stesso mago di Oz hanno insegnato a tutti gli scout a conoscere loro stessi, in particolare a scoprire i loro talenti, ma anche a conoscere meglio i fratellini e le sorelline del gruppo, più piccoli e più grandi. Un grazie particolare va a Teresa che ha fatto miracoli tra i fornelli e non solo!

m.g.b. tratto da "Il Corriere della Valle" - 21 settembre 2006

Libretto campo di gruppo.pdf
Album fotografico del campo di gruppo